Completare la suburbia

Edificio residenziale, Parma, 1993-2003

Un lotto quasi quadrato alla intersezione di due strade ortogonali all’interno di un quartiere residenziale costruito negli ultimi venti anni: l’ultimo prato ancora inedificato. I clienti sono due giovani famiglie, due fratelli, due gemelli, due figli, due mogli, due mariti, due torri, due volumi identici, o quasi, forse… ma solo allo specchio.
La geometria è la regola, l’ossessiva ripetizione planimetrica è la figura matrice: il quadrato dell’impianto generale, pensato in origine come un alto muro in laterizio (la cinta del pomario), in una stesura successiva, si è frantumato in setti murari ed infine a compimento della costruzione diverrà una cortina di elementi vegetali scolpiti. La casa di Cristina ed Olivia, non è una sola casa, non sono solo due, sono molte di più, sono case cresciute lungo quel muro scomparso, in una logica aggregativa della città storica: i volumi restano distinti, le altezze di gronda variabili, così come le pendenze delle coperture. I materiali descrivono le singole parti: il rame copre la pietra di Prun della torre e del soggiorno, mentre i coppi proteggono i mattoni fatti a mano della cucina, un volume intonacato a righe orizzontali separa i primi due; così si realizza, in un solo momento la successione di epoche temporali nel processo di costruzione di un villaggio sognato.

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