Il paesaggio fluviale del Coriglianeto

Seminario di progettazione, Coriglianeto, 2001

L’approccio progettuale nasce dalla necessità di definire una metodologia d’intervento replicabile su scala territoriale, capace di leggere e riordinare i contesti complessi e frammentati tipici del paesaggio fluviale. Il procedimento si è sviluppato attraverso tre fasi principali. La mappatura analitica e percettiva ha avviato il lavoro mediante una scansione puntuale del territorio per decodificarne la struttura: attraverso mappe dedicate sono stati catalogati la topografia, l’assetto vegetazionale, le trame agricole, i rilievi idraulici e la rete delle preesistenze, individuando la spina dorsale infrastrutturale in grado di connettere il centro storico al margine costiero. Successivamente, la definizione dei due sistemi generatori ha impostato la strategia sulla sovrapposizione di due trame ordinatrici, di cui la prima, longitudinale, lavora sulla mobilità ricucendo la rete sfilacciata di percorsi lungo il corso d’acqua e integrando un nuovo ponte d’accesso al borgo, mentre la seconda, ortogonale, recepisce le geometrie del paesaggio agricolo allineandosi a canali, strade poderali e limiti delle coltivazioni. Infine, l’attivazione dei nodi e degli episodi puntuali fa scaturire i singoli atti progettuali dall’intersezione di queste due trame: al posto di un parco omogeneo, l’intervento si concretizza in una sequenza di micro-architetture e dispositivi paesaggistici, quali risalite, bacini d’acqua, pensiline, affacci e colture pilota per il consolidamento dei pendii, dislocati nei punti chiave di contatto tra ambito urbano, agricolo e fluviale.

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