Ri-cava-RE
Concorso di idee, Reggio Emilia, 2006
Il progetto propone un recupero che ri-congiunge l’antico paesaggio produttivo agricolo e quello delle escavazioni, sfumandone differenze e distanze. Senza cancellare gli effetti delle attività estrattive, lo scavo diviene la metafora e il pretesto per un nuovo ordine strutturale. La ripetizione di forme circolari – matrice ricorrente tra macchinari, scavi, viabilità e accumuli – rafforza l’identità del paesaggio e ne guida gli interventi. Invece di tentare un semplice restauro ambientale, l’opera lavora sulla modellazione dei margini per conquistare spazi pubblici destinati al tempo libero. Fitti reticoli di percorrenze e filari di alberature disegnano linee curve e masse arboree, enfatizzando le geometrie circolari. I bacini formatisi con le acque di falda permangono come laghi dal margine definito, mentre le lavorazioni di inerti vengono integrate in un sistema di mitigazione ambientale. Si intende abitare lo scavo: occuparne il centro e il margine, oppure riempirlo d’acqua e vegetazione tra realtà e immaginazione. Pur mantenendo le attività produttive, il piano guida ordina il territorio per ottenere un vasto parco ludico fluviale. L’importanza data ai margini – filari, canali, percorsi e terrapieni – restituisce un tema unitario capace di attribuire identità e carattere ai luoghi, costruendo un paesaggio narrativo ri-trovato tra cultura e natura.




